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Quello che (non) ho - La parola di Michele Serra: politica

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Francesco Caracciolo (Napoli, 18 gennaio 1752 – Napoli, 30 giugno 1799) è stato un ammiraglio italiano.

Sin da giovanissimo fu avviato alla carriera marinara, rivelandosi ben presto, per le sue qualità umane e militari, valente ufficiale della Regia Marina del Regno di Napoli.

Il potenziamento della marina in atto in quegli anni ad opera del nobile inglese Giovanni Acton giunto a Napoli al servizio del sovranoFerdinando IV di Borbone, portò Caracciolo nei massimi ranghi della flotta, dopo un periodo di pratica sul vascello inglese “Malborough”.

Nel 1782 divenne tenente di vascello, mentre l’anno successivo era già capitano di fregata a combattere i pirati del Mar Mediterraneo, prendendo parte nel 1793 all’assedio di Tolone.

Il 14 marzo 1795, al comando della nave di linea da 74 cannoni Tancredi, fece parte della flotta anglo-napoletana, che agli ordini dell’ammiraglio William Hotham, combatté nella battaglia di Genova impedendo alla flotta francese rivoluzionaria di effettuare uno sbarco in Corsica. In quell’occasione fu assieme a Orazio Nelson, che al comando della nave di linea da 64 cannoni Agamennone ricevette il battesimo del fuoco attaccando e catturando la nave francese di classe superiore Ça Ira.

Nel dicembre del 1798 scortò con la sua fregata, la Sannita, il convoglio navale guidato dall’ammiraglio Nelson che trasportava re Ferdinando e la consorte Maria Carolina, in fuga versoPalermo per l’arrivo delle truppe francesi a Napoli.

Nel 1799, autorizzato dal re, rientrò a Napoli per attendere ai suoi affari personali, in una città in cui persino le classi aristocratiche sembravano infatuate dai nuovi ideali rivoluzionari portati dai francesi; egli stesso iniziò a simpatizzare per quelle idee.

Con l’approssimarsi della restaurazione borbonica Caracciolo combatté contro la stessa flotta reale, di ritorno a Napoli per scacciarvi i francesi, colpendo fra l’altro la nave Minerva guidata dall’ammiraglio inglese Thurn.

Il suo successivo tentativo di fuga fallì e, il 29 giugno 1799, fu arrestato e condotto sulla nave di Nelson, il Foudroyant; la condanna a morte fu eseguita il 30 giugno e il corpo dell’ammiraglio fu appeso alla chiglia della Minerva e quindi gettato in mare; l’esecuzione di Caracciolo resta un’onta sulla brillante personalità dell’ammiraglio Nelson.

“Nel giorno stesso Francesco Caracciolo, principe napoletano, ammiraglio d’armata, dotto di arte, chiaro per gloria acquistatasi, meritevole per servigi alla patria e al re, cittadino egregio e modesto, tradito da un servo nelle pareti domestiche, tradito dal compagno d’armi Nelson, tradito dagli ufficiali suoi giudici, cinto di catene, fu condotto sulla fregata napoletana la “Minerva” e, appiccato ad un’antenna come pubblico malfattore
Restò esposto a ludibrio e a pietà, sino alla notte; quando, legato al cadavere un peso ai piedi, fu gettato nel mare”.

Le esequie di Caracciolo furono celebrate nella chiesa di Santa Maria della Catena nel quartiere napoletano di Santa Lucia, dove un epitaffio, posto nel 1881, lo ricorda

Come vediamo, la famosa Piazza Caracciolo è intitolata anch’essa ad un grande ammiraglio , spiccata personalità del passato, quasi come a voler ricordare e proteggere dalle barbarie dei pirati , le nostre spiaggie ed  il nostro mare.

 

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