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Per gli Orlandini Lucio Piccolo probabilmente non ha bisogno di presentazioni, vi lasciamo alla sua biografia, e vi invitiamo per chi ne avesse la curiosità e non l’abbia ancora fatto a visitare Villa Piccolo, luogo di magiche atmosfere.

Lucio Piccolo di Calanovella (Palermo, 27 ottobre 1901 – Capo d’Orlando, 26 maggio 1969) è stato un poeta italiano, che visse quasi sempre appartato, fra Palermo e la sua casa di Capo d’Orlando, alieno da ogni forma di mondanità come lo fu suo cugino Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

I suoi interessi letterari erano molto ampi: con Giuseppe Tomasi di Lampedusa ha scoperto in anticipo di anni sul resto della cultura italiana i grandi autori europei contemporanei del calibro di William Butler Yeats, Marcel Proust e Rainer Maria Rilke. Inoltre si è interessato di esoterismo e di musica (ci rimane un suo Magnificat incompiuto). Presentato da Eugenio Montale, cui inviò nel 1954 una silloge di 9 liriche, al convegno di S. Pellegrino nello stesso anno, ha esordito come poeta nel 1956 con Canti barocchi e altre liriche, cui è seguito nel 1960 Gioco a nascondere e nel 1967 Plumelia.

La sua poesia, decisamente isolata nel panorama letterario degli anni cinquanta – sessanta, in cui si scontravano l’ultimo neorealismo e la primaneoavanguardia, è caratterizzata da elencazioni e proliferazioni tipicamente barocche costituite da immagini dense e oniriche, dall’oscurità e dalsimbolismo talora molto spinto di tali immagini, che sono tuttavia originalmente radicate nella realtà quotidiana attraverso un oggettivismo surreale e quasi crepuscolare. Il mondo siciliano, il suo mondo, è tuttavia quasi completamente assente dalla sua produzione letteraria e lo stesso lessico adottato è scevro da qualsiasi influsso dialettale.

Sotto l’aspetto formale tutta la produzione piccoliana è caratterizzata da una fortissima consapevolezza ritmica e fonica, nonché da ricorrenti stilemi, come la spezzatura mediante enjambement di elencazioni operata in modo da disorientare il lettore, lasciando a cavallo di due versi un sintagma più complesso degli altri cui è accostato. Tipiche della sua forma sono anche forme lessicali rare e musicali, come per esempio le preposizioni aticolate spezzate, o termini aulici e tecnici. Quest’ultimo aspetto è stato da più parti accomunato all’intenzione campaniana di costituire una “poesia europea musicale e colorita”.

Alle prime due raccolte, per lo più unitarie sia sotto l’aspetto formale (per la presenza di studiati poemetti che spesso superano i cento versi) si contrappone Plumelia, che sviluppa una tendenza lirica più condensata (già comunque presente nelle prime due sillogi) e un simbolismo più spinto ed oscuro.

Alla morte di Lucio, suo fratello Casimiro Piccolo e sua sorella Agata Giovanna decidono di istituire a Villa Piccolo (Capo d’Orlando) la Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, a fine di salvaguardare il grande patrimonio culturale e poetico lasciato.

 

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