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Quello che (non) ho - La parola di Michele Serra: politica

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Oggi, a Palermo, si ricorda l’uccisione del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, avvenuta 29 anni fa, in via Isidoro Carini. Con lui morirono anche la moglie, Emanuela Setti Carraro, e l’agente di scorta Domenico Russo.

Fu la mafia ad ucciderlo, perché il Prefetto stava lottando contro di essa, cercando di ottenere gli stessi successi avuti nella battaglia contro le Brigate Rosse.

Ma Dalla Chiesa non ebbe mai gli strumenti adatti per raggiungere l’obiettivo. Lo stesso generale manifestò più volte le sue perplessità. Emblematica una sua frase: “Mi mandano in una realtà come Palermo, con gli stessi poteri del prefetto di Forlì“.

Per i tre omicidi sono stati condannati all’ergastolo come mandanti i vertici di Cosa Nostra, ovvero Totò Riina, Bernardo Provenzano, Michele Greco, Pippo Calò, Bernardo Brusca e Nenè Geraci.

E nel 2002 sono stati condannati in primo grado quali esecutori materiali dell’attentato, Vincenzo Galatolo e Antonino Madonia entrambi all’ergastolo, Francesco Paolo Anzelmo e Calogero Ganci a 14 anni di reclusione ciascuno.

Con questo intervento vogliamo porgere il nostro affettuoso ricordo affinchè gli eroi dell’antimafia non vengano mai dimenticati

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